Il capitano Kirk parte per lo spazio, quello vero!

William Shatner, l’attore diventato celebre per aver interpretato il ruolo del Capitano Kirk in “Star Trek: The Original Series”, sta per avventurarsi nello spazio.
Non viaggerà a bordo dell’Enterprise ma di un veicolo molto più “primitivo” realizzato dalla Blue Origin di Jeff Bezos e non potrà certo spingersi «…là dove nessuno uomo è mai giunto prima…» ma dovrà accontentarsi di un brevissimo volo suborbitale, all’estremo limite dell’atmosfera terrestre.
Sarà, comunque, una sfida eccitante per l’attore, oggi novantenne, che dovrà affrontare l’accelerazione del lancio, qualche minuto di assenza di peso e il rientro sulla Terra con il paracadute. Ma sono certo che questo volo gli farà apprezzare la vista del nostro magnifico pianeta, un’esperienza che il Capitano Kirk ha fatto solo grazie agli effetti speciali di Hollywood.

Il lancio della navicella New Shepard è previsto per il prossimo 12 ottobre. Insieme a Shatner, saranno a bordo Audrey Powers, vicepresidente della Blue Origin; Chris Boshuizen, co-fondatore della società di osservazione della Terra Planet Labs, e Glen de Vries, vicepresidente della compagnia di software francese Dassault Systèmes.

Si tratta del secondo lancio, dopo quello inaugurale che ha visto la partecipazione dello stesso Jeff Bezos, a dimostrazione del fatto che i viaggi spaziali sono ormai una realtà commerciale consolidata. E non si tratta solo della Blue Origin; ormai non passa settimana senza annunci di missioni dedicate ai turisti, organizzate da compagnie private come Virgin Galactic e SpaceX ma anche da agenzie nazionali, come la russa Roscosmos che ha appena inviato un’attrice e un regista per girare un film a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Immagine della videoconferenza dalla ISS dell’attrice Yulia Peresild (a sinistra) e del regista Klim Shipenko (a destra)

Dunque, 55 anni dopo la trasmissione delle prime puntate di “Star Trek”, la realtà sembra poter competere con le previsioni futuristiche di Gene Roddenberry e anzi, in qualche caso, sembra andare addirittura oltre.
Se la gravità artificiale e il motore a curvatura sono ancora nell’ambito della pura fantascienza, pietanze realizzate con stampanti 3D sono oggi alla portata della nostra tecnologia e presto vedremo in funzione qualcosa di simile alla versione reale del “replicatore” dell’Enterprise. D’altro canto, i “comunicatori” usati dall’equipaggio della nave interstellare, che apparivano così futuristici alla mia generazione, farebbero sorridere i ragazzi di oggi, abituati a usare smartphone molto più sofisticati.

Il Capitano Kirk con il comunicatore usato dall’equipaggio dell’Enterprise

Ho conosciuto William Shatner ad una Convention degli appassionati di Star Trek italiani che si era tenuta a Bellaria diversi anni fa. In quel caso, l’intreccio tra realtà e fantasia, tra le esperienze di chi nello spazio c’era appena stato e di chi aveva viaggiato solo con la fantasia, era stato in qualche modo premonitore e sicuramente interessante.
Finalmente, dopo tante avventure virtuali, il Capitano Kirk è in procinto di spiccare il suo primo, autentico, volo nello spazio; chissà se dirà «Beam me up, Scotty!» al momento del lancio?

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