La NASA cerca nuovi partner privati per la corsa alla Luna

A più di mezzo secolo dallo storico allunaggio dell’Apollo XVII – ultima missione della NASA sulla superficie lunare – il nostro satellite torna al centro di una competizione globale.
Gli Stati Uniti e la Cina puntano entrambi a riportare astronauti sul suolo lunare entro pochi anni, in una sfida che va ben oltre la conquista scientifica: in gioco ci sono la leadership tecnologica, le alleanze geopolitiche e il controllo delle risorse del futuro.

La Luna e la Terra fotografate durante la missione Artemis I

Artemis contro Lanyue
La NASA prevede di lanciare Artemis II all’inizio del prossimo anno: una missione con quattro astronauti che orbiteranno intorno alla Luna senza atterrare. Seguirà Artemis III, la prima missione con equipaggio a rimettere piede sulla superficie lunare dopo più di cinquant’anni.
La Cina, dal canto suo, ha annunciato l’obiettivo di un allunaggio con equipaggio entro il 2030, con progressi significativi sul nuovo razzo Long March 10 e sul lander Lanyue.

Sulla carta gli Stati Uniti sembrano in vantaggio, ma diversi esperti hanno avvertito il Congresso che il primato americano è tutt’altro che garantito. Tra le principali incognite figurano i ritardi nello sviluppo della Starship di SpaceX, destinata a fungere da modulo di atterraggio per Artemis III, e la complessità delle numerose missioni di rifornimento necessarie per portare il veicolo di Elon Musk fino alla Luna.
L’ex amministratore della NASA Jim Bridenstine ha dichiarato davanti al Senato: «A meno di cambiamenti radicali, è altamente improbabile che gli Stati Uniti riescano a precedere la Cina nei tempi previsti.»
Secondo Mike Gold, presidente della divisione spaziale civile e internazionale di Redwire e tra i principali promotori degli Artemis Accords, le ripercussioni di un successo cinese sarebbero profonde. Un eventuale allunaggio di Pechino, infatti, rafforzerebbe i legami tra Cina, Russia e India, ridisegnando gli equilibri globali. La supremazia nello spazio, si tradurrebbe in maggiore influenza sulle regole del commercio, della sicurezza e della cooperazione tecnologica.
In altre parole, vincere la corsa alla Luna significa anche definire le regole del gioco, sia nello spazio sia sulla Terra.

Test del lander Lanyue (“Abbracciare la Luna” in cinese)

I problemi del programma Artemis
Nonostante l’ambizione, la NASA attraversa una fase critica. Il direttore ad interim Sean Duffy ha appena annunciato che l’agenzia riaprirà la gara per il lander lunare, finora affidato in esclusiva a SpaceX.
Nel 2021, l’azienda di Elon Musk aveva ottenuto un contratto da 2,9 miliardi di dollari per sviluppare una versione modificata della Starship, capace di far atterrare gli astronauti di Artemis III. Ma lo sviluppo del veicolo procede più lentamente del previsto.
«Amo SpaceX, ma sono in ritardo. E siamo in una corsa contro la Cina», ha dichiarato Duffy in un’intervista televisiva. «Il Presidente vuole che arriviamo sulla Luna durante il suo mandato, quindi apriremo la competizione anche ad altre aziende, come Blue Origin.»
La Blue Origin di Jeff Bezos ha già ottenuto nel 2023 un contratto da 3,4 miliardi di dollari per il proprio lander Blue Moon, inizialmente destinato alla missione Artemis V. Musk, da parte sua, ha espresso dubbi sulla capacità del concorrente di accelerare i tempi: «Blue Origin non ha mai portato un carico utile in orbita, figuriamoci sulla Luna.»
I ritardi, tuttavia, non riguardano solo la Starship. Anche le tute spaziali, il modulo Orion e altri sistemi critici hanno accumulato problemi tecnici. La missione Artemis III, inizialmente prevista per il 2024, è già slittata più volte, e la NASA valuta ora il 2028 come nuovo obiettivo realistico.

Le nuove tute EVA lunari degli astronauti americani 

Una sfida che vale più della Luna
Da entrambe le sponde del Pacifico, la corsa lunare non è solo una questione di orgoglio nazionale. È una gara per la leadership tecnologica del XXI secolo: chi controllerà le risorse, le rotte commerciali e le infrastrutture spaziali determinerà anche il proprio peso politico sulla Terra.
La Cina, con un programma spaziale sempre più coerente e sostenuto dallo Stato, avanza rapidamente. Gli Stati Uniti, forti della collaborazione tra settore pubblico e privato ma frenati da ritardi e burocrazia, rischiano di perdere il vantaggio conquistato con il programma Apollo.
Nei prossimi anni, il duello tra Artemis e Lanyue sarà uno degli eventi più seguiti e decisivi della storia spaziale moderna. Dal risultato di questa sfida potrebbe dipendere non solo chi tornerà per primo sulla Luna, ma anche chi guiderà la prossima era dell’esplorazione umana nello spazio.

 

Articolo pubblicato nella sezione Post di HUFFPOST (21 ottobre 2025)

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