Giorno Diciassette

09/03 (day 17)

E’ il giorno del rientro anche se non sappiamo ancora dove: il primo tentativo sara’ fatto per atterrare sulla pista del “Kennedy” e, se le condizioni non saranno adatte, proveremo ad effettuare la manovra all’orbita successiva, questa volta con destinazione la base “Edwards”, in California. Mi chiedo come stara’ vivendo questa situazione mia moglie Mariarita che sara’ in Florida, insieme alle altre mogli, e certamente sapra’ che c’e’ una probabilita’ alta di atterrare in California. Si ripete il copione del giorno prima. Questa volta aspetto un po’ prima di bere il mio “consomme’”, mi e’ bastata l’esperienza di ieri. Invece, si fa sul serio e, al primo tentativo, abbiamo il via libera da Houston per l’accensione dei razzi di frenata. E’ una sensazione strana, l’accelerazione dei motori e’ appena 1/5 della gravita’ terrestre ma, dopo 16 giorni di assenza di peso, sembra gia’ molta. Provo a camminare sulla parete anteriore - l’accelerazione e’ diretta verso il muso della navetta - e penso che e’ come camminare sulla superficie della Luna. E’ tempo di sedersi e di allacciare le cinture, si torna a casa! Tutto avviene molto rapidamente si comincia a sentire il rumore prodotto dall’attrito contro l’atmosfera, la navetta rallenta ma stiamo andando sempre fortissimo, Scott segnala che abbiamo appena sorvolato Houston, passano dieci minuti e siamo in vista della pista del KSC - in aereo ci vogliono tre ore per percorrere la stessa distanza. Ci siamo, pochi minuti e tocchiamo terra, un atterraggio magnifico! La gravita’ si fa sentire, mi alzo in piedi mi sembra di pesare una tonnellata. Mi siedo di nuovo, c’e’ comunque da aspettare un po’ prima che i tecnici aprano il boccaporto, meglio risparmiare le forze: ho la sensazione che camminare non sara’ facile su questo pianeta! Una meravigliosa avventura si e’ conclusa. In questi 16 giorni ho viaggiato piu’ che in tutta la mia vita: ho percorso piu’ di 10 milioni di chilometri girando intorno alla Terra per 250 volte. Ora non vedo l’ora di abbracciare Mariarita che mi apetta al Kennedy e di rivedere la famiglia che e’ rimasta a Houston.