| Giorno Sedici 08/03 (day 16) Il tempo al Kennedy e’ ancora incerto ma faremo un tentativo. Appena tutto l’equipaggio e’ sveglio si parte con la preparazione finale. Si comincia il processo di ri-idratazione che consiste nell’ingerire quasi due litri di liquidi e alcuni grammi di sali minerali. E’ un protocollo ormai collaudato che serve a minimizzare i problemi di riadattamento alle condizioni di gravita’ che ci aspettano sulla Terra. Poi bisogna indossare di nuovo le tute arancioni che ci proteggono durante le fasi critiche del rientro, quando la navetta urta gli strati via via piu’ densi dell’atmosfera terrestre. Tutto e’ pronto per l’accensione dei motori principali che devono rallentare la nostra corsa. Generalmente “lo sparo” avviene sull’Indocina cioe’ circa un’ora prima dell’ atterraggio in Florida. Ma, poco prima del momento decisivo, arriva il contrordine. Non se ne fa niente! Le condizioni meteorologiche in Florida si stanno deteriorando ed il rientro e’ rimandato di 24 ore. Bisogna ritornare alla configurazione orbitale e togliersi di nuovo le tute e sistemarle alla meglio nel boccaporto che mette in comunicazione con la stiva. Occorre anche riaprire le porte della “Cargo bay” che erano state chiuse durante la preparazione per il rientro. Abbiamo un problema per dormire, abbiamo solo 4 cuccette e 7 astronauti che, a questo punto non sono piu’ divisi su due turni e vanno a dormire nello stesso periodo. Il lato positivo e’ che, per la prima volta, possiamo cenare tutti insieme: cena messicana con “tortillas e queso” e’ un modo per festeggiare la nostra ultima notte nello spazio. |