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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

05

lug

2019

Test riuscito per il sistema di emergenza della capsula Orione

La NASA ha appena effettuato una prova di launch abort della capsula lunare

Qualche giorno fa, la capsula Orione ha effettuato uno dei test più critici simulando un “launch-abort”, cioè la separazione della capsula dell’equipaggio dal resto del razzo, una manovra che può essere necessaria nel caso di un'emergenza durante la fase iniziale del volo. Una situazione che abbiamo visto accadere durante il lancio della Soyuz, lo scorso ottobre in Kazakhstan.

Rendering della capsula Orione intorno alla Luna

22

giu

2019

La Luna in diretta

La seconda prova di Maturità e la missione Apollo 11

Nella traccia della seconda prova dell’Artistico (indirizzo audiovisivo) si è trattato dello sbarco sulla Luna, non tanto dal punto di vista storico o scientifico ma per quello che ha rappresentato in termini di comunicazione e impatto mediatico.

 

Senza dubbio, tutti gli anni sessanta furono caratterizzati dall’esplorazione dello spazio ma, specialmente in quell’estate del 1969 c’era un clima di grande aspettativa e, nelle settimane immediatamente precedenti al lancio dell’Apollo 11, si percepiva una grande eccitazione perché sembrava avverarsi la profezia di Konstantin Tsiolkowski, il grande pensatore dell’ottocento considerato anche il padre dell’astronautica: «…la Terra è la culla dell’umanità ma non si può vivere per sempre in una culla...»
 
L’umanità lasciava finalmente la sua culla e stava per avventurarsi nelle profondità dello spazio. In quegli anni tutti i giovani volevano diventare astronauti e nessuno metteva in dubbio che, alla fine del XX secolo, ci sarebbero state basi abitate in orbita attorno alla Terra, sulla Luna e, forse, su Marte.
 
 
Appena un anno prima, nel 1968, il film “2001 Odissea nello spazio” aveva ricevuto l’Oscar per gli effetti speciali, ma perfino questo capolavoro del genere fantascientifico rischiava di essere superata dalla realtà, visto che gran parte della sceneggiatura del film - la descrizione della base lunare e della grande stazione spaziale - erano derivate dai progetti della Nasa e dagli studi di Wernher Von Braun, padre del programma spaziale americano. 
 
Il 16 luglio 1969, quando l'Apollo XI decollò dalla base di Cape Canaveral, circa un milione di persone si radunarono sulle spiagge per assistere al lancio e oltre 600 milioni, forse un miliardo, furono gli spettatori che assistettero alla diretta TV. Per la prima volta, l’intero pianeta si fermò a contemplare un evento destinato a segnare la storia del novecento.
 
Fu davvero, il primo evento mediatico veramente globale, che fu realizzato proprio grazie alle tecnologie spaziali e all’entrata in servizio, pochi anni prima, dei satelliti artificiali. Nel 1965, infatti, erano stati messi in orbita i primi satelliti per telecomunicazione come Intelsat ed Early Bird.
 
 
 
In Italia, Tito Stagno e Ruggero Orlando commentarono in diretta lo sbarco sulla Luna. Fu la notte più lunga della televisione italiana, una “veglia” rimasta impressa nella mente di centinaio di migliaia di telespettatori, incollati agli schermi in bianco e nero.  Io ero tra questi e quello sera, con l’entusiasmo di un 15enne, ho assistito a quell’impresa che sembrava uscita da uno dei tanti romanzi di fantascienza di cui ero appassionato, quegli stessi che mi avevano fatto sognare di viaggiare fra le immense distese inesplorate oltre l’orbita terrestre.
 
Certo, non avrei mai immaginato che, alcuni decenni dopo, avrei avuto l’opportunità di realizzare quei sogni da adolescente e di lasciare il mio pianeta per affrontare le insidie dello spazio.
 
 
Pubblicato sul Blog dell'AGI (Agenzia Giornalistica Italia) nella sezione SPAZIO:

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