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Umberto Guidoni

Astronauta - Scrittore - Divulgatore

02

ott

2019

Il primo test per l'astronave di Elon Musk

Starship MK1 pronta al primo volo di collaudo

Già in passato il magnate della SpaceX ci ha sorpreso con progetti ambiziosi, spesso al limite delle tecnologie esistenti e, anche stavolta, non è stato da meno con la presentazione del prototipo della sua nuova creatura: la Starship Mk1. Un nome che è già un programma. Non una capsula o un veicolo orbitale ma una vera astronave che, già nella sua forma, sembra uscita da un film di fantascienza degli anni 60.

Starship MK1

16

lug

2011

LUNA: missione vera o inganno ?






Ma siamo andati veramente sulla Luna?

E’ una delle domande che mi sento rivolgere più spesso dai giovani, quando mi trovo a parlare dell’esplorazione dello spazio nelle scuole o nelle università. La prima volta, il quesito mi ha colto di sorpresa, poi, riflettendoci sopra, mi sono reso conto di quanto conti il dato generazionale, il fatto di aver vissuto personalmente eventi che hanno fatto la storia.

Per i giovani di oggi l’impresa lunare si perde nelle nebbie del secolo scorso, è lontana da loro come lo era la guerra per la mia generazione. Quando ero ragazzo, la guerra di liberazione, lo sbarco alleato, i bombardamenti, tutti quegli argomenti che miei genitori evocavano, con un certo fervore, rimproverandomi di non apprezzare il benessere presente, erano solo nomi e date, quasi alla stregua degli altri paragrafi di storia da mandare a memoria per la lezione del giorno dopo. Immagino che, con le opportune differenze, lo stesso meccanismo possa funzionare per le generazioni che hanno sentito parlare dello sbarco sulla Luna solo sui libri e, al massimo, in televisione.

Mi sento di aggiungere che, nel quadro della guerra fredda, i russi avrebbero avuto tutto l'interesse a dimostrare che lo sbarco sulla Luna era un bluff!

Se non l'hanno fatto vuol dire che gli americani hanno davvero messo piede sul suolo lunare anche se a costi proibitivi e correndo rischi oggi inaccettabili.

Per questo le missioni lunari sono terminate così presto.

TESI dei fautori dei cospiratori e argomenti a favore della NASA

                                                    


TESI 1

Nelle foto scattate sulla Luna mancano le stelle. E' la prova che sono state scattate in uno studio cinematografico.

Risposta

Le stelle sono molto meno luminose rispetto alla aree illuminate dal sole. Per scattare foto del suolo lunare, bisogna chiudere molto il diaframma ed usare tempi brevi, per questo deboli punti luminosi, come le stelle, non riescono ad impressionare la pellicola.  Quasto avviene anche quando tentate di riprendere un cielo stellato nel panorama delle luci della città.

Per mostrare le stelle, bisogna aprire il diaframma ed allungare i tempi della macchina fotografica, con il rischio di sovraesporre il  terreno circostante che diventa una macchia luminosa indistinta.  Gli astronauti volevano fotografare i paesaggi lunari e, quindi, hanno scelto tempi e diaframmi che impedivano di cogliere le stelle nel cielo.

Senza atmosfera, il contrasto tra zone illuminate e buie è ancora più accecante. Ad esempio, a bordo della Stazione Spaziale, la luce solare riflessa dalle superfici metalliche rende difficile vedere le stelle anche ad occhio nudo.


 TESI 2

Sulla Luna non c'è aria per diffondere la luce del Sole. Quindi le ombre devono essere nette. Come mai quando gli astronauti sono in ombra, sono ancora visibili, come se ci fosse una seconda sorgente di luce? E’ la prova che sono state usate lampade per rischiarare le ombre!

Risposta

La superficie della Luna riflette la luce, per questo possiamo vedere la Luna piena dalla Terra.   Le zone d’ombra, create dal modulo lunare sono semplicemente rischiarati dalla luce solare riflessa dalla superficie lunare o da altre superfici riflettenti: ad esempio le superfici metalliche del modulo lunare (LEM).


 TESI 3

Tutte le foto sono nitidissime e ben inquadrate, eppure gli astronauti non erano in grado di portare la macchina fotografica agli occhi per mirare.

 Risposta

Gli astronauti delle prime missioni avevano la macchina fotografica agganciata sul petto e quindi miravano "a spanne", ma usavano un obiettivo grandangolare, con il quale era difficile sbagliare la mira.

Oltre alle foto in circolazione, che sono state scelte perché di migliore qualità, ci sono migliaia di foto sottoesposte, sovraesposte, mosse, sfocate e male inquadrate. E’ quanto accade ancora oggi con le foto scattate a bordo dello Stazione e dello Shuttle. Inoltre la luce intensa del suolo lunare riduce i problemi di messa a fuoco, perché consente di chiudere molto il diaframma cosa che, come i fotografi sanno bene, crea una maggiore profondità di campo che rende più agevole mettere a fuoco il soggetto.


  TESI 4

La bandiera americana sventola, come se fosse mossa dal vento. Ma sulla Luna non c'è atmosfera e tanto meno vento.

 Risposta

La bandiera “sventola” quando un astronauta la urta. Quando è scossa, la bandiera dondola un po', più a lungo che sulla Terra, come è giusto che faccia in assenza di atmosfera, ma poi lentamente si ferma.


 TESI 5

Le radiazioni delle fasce di Van Allen avrebbero dovuto uccidere gli astronauti

 Risposta

Le zone più pericolose, le contestate fasce di Van Allen, sono state attraversate molto rapidamente dagli astronauti dell’Apollo, che avevano  dosimetri  (come tutti gli astronauti che si avventurano nello spazio). 

La dose media misurata è comparabile con la radiazione ambientale che si riceve, sulla Terra, in un paio d’anni.  In altre parole, le missione lunari hanno comportato livelli di radiazioni equivalenti ad un paio di radiografie o a due anni di vita normale sulla Terra, comunque, molto al di sotto dei valori significativi dal punto di vista medico.


 

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