LUNA: missione vera o inganno ?
16/07/2011
Categoria: Curiosità

TESI dei fautori dei cospiratori e argomenti a favore della NASA

                                                    


TESI 1

Nelle foto scattate sulla Luna mancano le stelle. E' la prova che sono state scattate in uno studio cinematografico.

Risposta

Le stelle sono molto meno luminose rispetto alla aree illuminate dal sole. Per scattare foto del suolo lunare, bisogna chiudere molto il diaframma ed usare tempi brevi, per questo deboli punti luminosi, come le stelle, non riescono ad impressionare la pellicola.  Quasto avviene anche quando tentate di riprendere un cielo stellato nel panorama delle luci della città.

Per mostrare le stelle, bisogna aprire il diaframma ed allungare i tempi della macchina fotografica, con il rischio di sovraesporre il  terreno circostante che diventa una macchia luminosa indistinta.  Gli astronauti volevano fotografare i paesaggi lunari e, quindi, hanno scelto tempi e diaframmi che impedivano di cogliere le stelle nel cielo.

Senza atmosfera, il contrasto tra zone illuminate e buie è ancora più accecante. Ad esempio, a bordo della Stazione Spaziale, la luce solare riflessa dalle superfici metalliche rende difficile vedere le stelle anche ad occhio nudo.


 TESI 2

Sulla Luna non c'è aria per diffondere la luce del Sole. Quindi le ombre devono essere nette. Come mai quando gli astronauti sono in ombra, sono ancora visibili, come se ci fosse una seconda sorgente di luce? E’ la prova che sono state usate lampade per rischiarare le ombre!

Risposta

La superficie della Luna riflette la luce, per questo possiamo vedere la Luna piena dalla Terra.   Le zone d’ombra, create dal modulo lunare sono semplicemente rischiarati dalla luce solare riflessa dalla superficie lunare o da altre superfici riflettenti: ad esempio le superfici metalliche del modulo lunare (LEM).


 TESI 3

Tutte le foto sono nitidissime e ben inquadrate, eppure gli astronauti non erano in grado di portare la macchina fotografica agli occhi per mirare.

 Risposta

Gli astronauti delle prime missioni avevano la macchina fotografica agganciata sul petto e quindi miravano "a spanne", ma usavano un obiettivo grandangolare, con il quale era difficile sbagliare la mira.

Oltre alle foto in circolazione, che sono state scelte perché di migliore qualità, ci sono migliaia di foto sottoesposte, sovraesposte, mosse, sfocate e male inquadrate. E’ quanto accade ancora oggi con le foto scattate a bordo dello Stazione e dello Shuttle. Inoltre la luce intensa del suolo lunare riduce i problemi di messa a fuoco, perché consente di chiudere molto il diaframma cosa che, come i fotografi sanno bene, crea una maggiore profondità di campo che rende più agevole mettere a fuoco il soggetto.


  TESI 4

La bandiera americana sventola, come se fosse mossa dal vento. Ma sulla Luna non c'è atmosfera e tanto meno vento.

 Risposta

La bandiera “sventola” quando un astronauta la urta. Quando è scossa, la bandiera dondola un po', più a lungo che sulla Terra, come è giusto che faccia in assenza di atmosfera, ma poi lentamente si ferma.


 TESI 5

Le radiazioni delle fasce di Van Allen avrebbero dovuto uccidere gli astronauti

 Risposta

Le zone più pericolose, le contestate fasce di Van Allen, sono state attraversate molto rapidamente dagli astronauti dell’Apollo, che avevano  dosimetri  (come tutti gli astronauti che si avventurano nello spazio). 

La dose media misurata è comparabile con la radiazione ambientale che si riceve, sulla Terra, in un paio d’anni.  In altre parole, le missione lunari hanno comportato livelli di radiazioni equivalenti ad un paio di radiografie o a due anni di vita normale sulla Terra, comunque, molto al di sotto dei valori significativi dal punto di vista medico.


 

 
 
Nato a Roma il 18 agosto 1954, Umberto Guidoni  è un astronauta, uno scrittore e un divulgatore.
Ha partecipato a due missioni NASA: con lo Space Shuttle Columbia nel 1996 e con l'Endeavour nel 2001.
Nel corso della seconda missione è diventato il primo Europeo a mettere piede a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Dal 2004 al 2009 è stato deputato al Parlamento Europeo di Bruxelles.
Attualmente si occupa prevalentemente di divulgazione scientifica scrivendo libri e incontrando studenti di tutte le età.